Un impegno per i marciapiedi normali
Ah! La ridente Bergamo! Soprattutto i ridenti comuni intorno al capoluogo di provincia, con silenzio e poco traffico (certo, tutti i comuni cercano di scaricare il traffico sul comune affianco o sulle superstrade sovraffollate…) e tutti quei parchetti nuovi e centri anziani e semafori con videocamere (mai visto tante videocamere in 100 km quadrati…) e rotonde (anche quella ad Alzano Lombardo, dove prima di entrare nella rotonda trovi uno stop, che vanifica quel filo tutta l’operazione…) ma soprattutto: i marciapiedi.
I marciapiedi sono la mia nuova passione: di notte, non visto, ci salgo con l’auto. Una Clio del 2000. Non grande ma nemmeno piccolina: i marciapiedi sono più grandi della carreggiata. Quando vedo un ciclista o un pedone sulla carreggiata io accelero: ‘hai tutto quello spazio sui marciapiedi, che vieni giù a fare sulla strada che mi mangi quel poco di spazio che mi rimane?’
I marciapiedi grandi secondo me son frutto di una logica alla ‘Sim City’: gli utenti pagano per avere un paese che sembra un plastico. Ed il comune acconsente. Mi spiego meglio: il giorno della festa del papà faccio la coda in pasticceria. E’ mezzogiorno e sono tutt’altro che lucido, ma una cosa non mi scappa: nella folla (30 minuti di coda per un torta in un paesino di 6000 anime) una signora dice ‘accidenti, è molto sentita la festa del papà qui a Ranica!’. E li, capisco.
I padri di famiglia (o chi per loro) lavorano 12 ore al giorno per garantire alla famiglia la possibilità di vivere in un plastico. A Sim City. Tanto loro mica ci vivono: loro ci dormono solo.
Per evitare che mio padre continui su questa strada dove alimenta un plastico gestito da gente che si improvvisa Barone dei Marciapiedi (irrilevante che sia di dx o sx: si, comune di Bergamo, parlo con te!), io al referendum voto NO. Perchè le città carine carine a bergamo diventano dei dormitori ben rifiniti e nulla più, ma una città è un’altra cosa.
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